Il Festival di Bayreuth luglio-agosto 2010
Nel 1872 Richard Wagner lasciò Lucerna per Bayreuth. Qui dopo anni di progetti, imprevisti, delusioni, avrebbe
fi nalmente realizzato il sogno di una vita intera, una delle visioni artistiche più audaci dei tempi moderni.
Un teatro costruito per rappresentare unicamente le sue opere, dove sarebbe stato libero dalle limitazioni
di cui aveva soff erto nei teatri cittadini, dalla routine e dai compromessi delle grandi istituzioni musicali.
Il 22 marzo 1872 - giorno del 59° compleanno di Wagner – fu gettata solennemente la prima pietra del Festspielhaus
(Friedrich Nietzsche ne ha lasciato viva testimonianza nelle pagine del suo “Richard Wagner a Bayreuth”). Il
compositore supervisionò di persona la progettazione dell’edifi cio: l’orchestra fu posizionata in una grande buca
scavata sotto il palcoscenico, che la nascondeva allo sguardo degli spettatori, mentre
i palchi laterali, il palco reale e le eleganti decorazioni in uso nei teatri dell’epoca
vennero sostituiti da una platea semicircolare e da semplici sedie di legno.
Grazie al risolutivo intervento economico del re Ludwig II, appassionato mecenate
wagneriano, l’inaugurazione del Festival di Bayreuth poté aver luogo nel 1876,
con la rappresentazione dell’intero ciclo dell’Anello del Nibelungo: 13, 14, 16, 17
luglio. Sul podio il direttore austriaco Hans Richter, in platea personalità quali il
Kaiser Guglielmo, l’imperatore del Brasile Dom Pedro II, il re Ludwig II di Baviera,
Anton Bruckner, Edvard Grieg, Franz Liszt. Pyotr Tchaikovsky – presente in veste
di corrispondente di un giornale russo – scrisse: “A Bayreuth è avvenuto qualcosa
che i nostri nipoti e i loro fi gli ricorderanno”. Aveva ragione.
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