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Conferenze in calendario

Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Richard Wagner, l'Olandese Volante. L'inizio del lungo percorso fra condanna e rendenzione.

domenica 25 marzo 2018 ore 11.00
Sala coro dell'auditorio Parco della Musica in Roma

Conferenza di Antonio Rostagno

                                                                    
                 
 
 
Richard Wagner, L'Olandese Volante.
L'inizio del lungo percorso fra condanna e redenzione
 
 
Le conferenze sono aperte a tutti, non solo ai Soci. 
                       
 
                          Abstract.
L' olandese volante: rifiuto di vivere, simbologie marine, sogni e ricordi nei "temi fondamentali" della partitura wagneriana
 
Antonio Rostagno.
Nel 1841 Wagner compie una scelta, imprime una svolta alla sua biografia intellettuale: con il libretto dell'Olandese volante abbandona i soggetti storici per un soggetto tratto dal mito. Sembra forse una questione di poco rilievo, forse una curiosità da artisti sfaccendati più che un evento d'importanza storica; ma è il sintomo anticipatore di una mentalità nuova, disillusa, negativa, un rifiuto del mondo e della storia, e la vicenda descrive una sostanziale rinuncia alla vita. Negli anni seguenti, pur attraversando le esperienze più diverse dall'anarchismo rivoluzionario all'ostentato nazionalismo, Wagner non abbandonerà più questo senso negativo della vita intesa come maledizione, dalla quale i suoi personaggi cercano di liberarsi attraverso la redenzione dell'amore (inteso ora come unione spirituale). Oggi questi sembrano forse sentimentalismi a buon mercato di esaltati animi romantici. Ma nulla è più errato di una simile opinione (persino offensiva per chi crede nell'importanza della storia culturale). Wagner, con la svolta dell'Olandese testimonia precisamente la fine dell'entusiasmo, dell'apertura al mondo e al futuro, che avevano animato l'idealismo precedente; ciò che subentra a questa perdita è la disposizione pessimistica del rifiuto del mondo e della storia: è la tragedia della modernità. I personaggi di Senta e dell'Olandese sono infatti impossibilitati a vivere questa vista, questa realtà, condannati da un destino di maledizione, da una predestinazione. Non è questione di poco conto, ma il segno di una mentalità che sta  eliminando i valori assoluti, scivolando nella disillusione esistenziale; e nella ricerca di un'uscita da questa strada che conduce al nichilismo, emergeranno più tardi l'idea superomistica, il pragmatismo disincantato, il superamento di ogni vincolo morale. Attorno a questo punto centrale, l'Olandese, contiene poi molti elementi del futuro teatro wagneriano: il Mitleid e il Mitgefühl ( compassione e condivisione di sentimenti); la comunicazione senza parole fra spiriti "predestinati" ( il teatro dello sguardo, la comunicazione muta come Isolde e Tristan); il racconto, il ricordo e il sogno ( che sostituiscono gli eventi concreti rappresentati sulla scena). Anche nella musica, l'Olandese porta i segni del futuro Wagner. Lo si vede nella tecnica con cui molti temi musicali vengono dedotti da due soli "temi fondamentali": quelli dell'Olandese ( temi legati al mare, elemento simbolico dell'estraneità alla vita sulla terra) e quelli di Senta (nella sua Ballata del II atto). Non si può ancora parlare di Leitmotive, e di questa tecnica manca anche l'armonia cromatica che Wagner adotterà più tardi; ma l'idea che pochi "temi fondamentali" (Grundthemen) sintetizzino l'intera vicenda interiore dei due protagonisti è già compiutamente realizzata.