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Conferenze in calendario

Accademia Nazionale di Santa Cecilia

" Il Paradiso e la Peri: una composizione per persone serene "

domenica 22 gennaio 2017 ore 11.00
Sala Coro del Parco della Musica in Roma

Antonio Rostagno


Sin dalla sua fondazione ( 1985 ) l'Associazione organizza ogni anno un ciclo di conferenze ( ad ingresso gratuito ), tenute da insigni musicologi, per offrire un approfondimento dell'argomento musicale, in coincidenza con alcuni concerti dell'Accademia di Santa Cecilia.
L'ingresso alla conferenza è libero ed è aperto a tutti, non solo ai Soci.

 
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"Terminato il poema per voci soliste e coro  IL PARADISO E LA PERI nel giugno 1843, Schumann scrisse che si trattava di un oratorio non per un luogo di preghiera, ma per persone serene (fur heitere Menschen): che intendeva? Il 1843 è un anno felice dal punto di vista esistenziale e artistico: Schumann, felicemente sposato, ha approfondito la composizione liederistica (1840) sinfonica ( 1841) e cameristica (1842): il grande oratorio profano riassume tutto ciò.
Ma c'è molto di più: la scelta del racconto d'ambiente orientale di Thomas Moore, del 1817, testimonia il duplice interesse romantico per l'esotico e per il fantastico. E' una fiaba in sé molto semplice, che la musica di Schumann sia carica di significati da lui profondamente sentiti; il più rilevante è il tema della colpa e redenzione, che per tutta la vita gli accese le più alte ispirazioni; ma rasserenato  .
La Peri è una creatura semidivina che, scacciata dall'Eden, deve portare una prova della sua esperienza nel mondo tale da riaprirle le porte celesti. Le prove che ella porta sono altrettante allegorie delle prove dell'anima, come da una lunga tradizione risalente fino alla GRISELDA di Boccaccio e Petrarca. Le tre prove dell'anima scandiscono le tre sezioni, che Schumann divide fra narrazione, parti cantabili della protagonista e di altri solisti, sezioni corali. La redenzione finale assurge a carattere universale: appunto una musica per persone serene una serenità che Schumann vuole comunicare a tutti. La prova finale che riapre alla Peri le porte del Paradiso è una lacrima di un delinquente che, davanti alla purezza di un bambino, s'inginocchia e ritrova la forza di pregare, una consolazione che le sue colpe gli avevano da tempo impedito (proprio come accadde a Macbeth dopo il delitto)  è la colpa redenta dalla purezza, ciò che Dante chiamò virtù quella virtù che l'umanità deve perdere, per avere la forza di riacquistare con la forza della volontà. Schumann per tutta la vita ha lottato contro i suoi oscuri e divoranti sensi di colpa (non sapremo mai per quale spettro nascosto nella sua psiche), che hanno lasciato profondi segni nella sua musica. Nella grandissima musica di questo oratorio profano la serenità scaturisce appunto dal riuscito sforzo dell'uomo verso la redenzione, e la Peri redime la sua condizione di reitta portando al cielo la prova di questo percorso verso la serenità.
Il lettore penserà a questo punto: troppa poesia o forse anche significati troppo astratti per la musica . Per convincersi che l'idea compositiva di Schumann non è fatta solo di note, ma di profondissimi significati, già sulla via di quello che Wagner chiamerà il puramente umano , non rimane che ascoltarla con la disposizione a comprendere le intenzioni sovra-musicali (più che extra-musicali) a cui Schumann ambiva innalzarsi rispetto al filisteismo consumistico del suo tempo.  E' la quintessenza della concezione di musica poetica che più volte ricorre nei suoi scritti.
Il Paradiso e la Peri fu la composizione più di di successo fra tutte quelle che Schumann presentò al pubblico: diversamente dalle Sinfonie (mai veramente ben accolte dai suoi contemporanei), dalla musica da camera vocale e strumentale ( generi che al tempo di Schumann non avevano collocazione nelle grandi sale da concerto, com'è oggi usuale), e diversamente dalla musica pianistica che non ebbe circolazione se non dopo la morte del compositore, l'oratorio fu il solo a garantire ampia notorietà. Il Paradiso e la Peri venne infatti eseguito in circa cinquanta città nei pochi anni successivi alla prima diretta dall'autore nel momento migliore della sua vita, per il resto tutt'altro che serena."
 
 
  Antonio Rostagno
 
                     
 
Nel 2016 il Prof. Antonio Rostagno entra a far parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Amici di Santa Cecilia. 
 
 
L'Associazione mette, gratuitamente, la registrazione delle conferenze a disposizione dei Soci.