"I QUARTETTI DI BEETHOVEN: QUESTIONI DI EREDITA' "
domenica 17 gennaio 2010 ore 11:00
Parco della Musica, sala coro
Giovanni Carli Ballola
“ I Quartetti di Beethoven: questioni di eredità ” Il culto beethoveniano, incentrato nelle Nove Sinfonie, che coinvolse la civiltà musicale del secolo XIX, riserbò ai Quartetti per archi un riguardo tutto particolare, d’un carattere che diremmo privato e critico. Questo è particolarmente vero per gli ultimi cinque Quartetti, la cui trascendenza stilistica ed espressiva fu per lo più oggetto di un’attenzione non estranea a cautele, riserve e persino rifiuti. Uno scoglio evitato da Schubert e Schumann, la cui produzione quartettistica andò per tutt’altre vie da quelle segnate dall’ op.130, 131, 135 ; e altrettanto si può dire di Brahms, guardiano severo di una forma-sonata assurta a inconcussa verità di fede, da difendere contro assalti e tentazioni aliene. Assaliti e tentati dai dirompenti messaggi dell’estremo Beethoven furono bensì un ragazzo e un vegliardo, alla loro prima esperienza come compositori di quartetti.. Aveva diciotto-diciannove anni il Mendelssohn dei quartetti op.12 e op.13 ; ne aveva settantacinque- settantasette il Cherubini di cinque quartetti, composti dopo che i cinque ultimi di Beethoven vennero editi e diffusi nel mondo musicale. L’approccio spregiudicato a tali modelli da parte dei due compositori si evince dalle impressionanti analogie relative alle strutture formali, alla scrittura strumentale, alla condotta del discorso musicale; sì da fare di queste pagine, tuttora malnote e di rara esecuzione, uno dei capitoli più avvincenti dell’eredità beethoveniana nel tempo.
Giovanni Carli Ballola
